02 Apr2017

LEGALITA’, CNA-FITA: UN MANIPOLO DI 19 OPPOSITORI BOCCIA CON UN BLITZ L’ARTICOLO SULLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEI PROCESSI DI MAFIA NEL NUOVO STATUTO

 
 LEGALITA’, CNA-FITA: UN MANIPOLO DI 19 OPPOSITORI BOCCIA CON UN BLITZ L’ARTICOLO SULLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEI PROCESSI DI MAFIA NEL NUOVO STATUTO
 
 
Roma, 02 aprile 2017 - A pochi mesi dall’assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche, la storica minoranza che ha da sempre contrastato il percorso di rinnovamento avviato, a partire dal 2011 in CNA-Fita l'associazione degli autotrasportatori artigiani, con la presidente modenese Cinzia Franchini, ha di fatto utilizzato il Consiglio nazionale, convocato ieri a Bologna, per l’approvazione del nuovo Statuto, per colpire al cuore il percorso fin qui fatto sulla legalità. Nello statuto proposto in votazione era stato inserito un articolo che stabiliva quanto segue: CNA-Fita garantisce la funzione sociale dell’impresa che contrasta con le condotte delle organizzazioni criminali e con gli elementi a base dell’impresa mafiosa. Sussiste quindi un interesse specifico e diretto a costituirsi parte civile ogni qualvolta, nei processi giudiziari, dai reati contestati agli imputati, derivi la lesione della personalità dell’Unione, offendendo in maniera diretta ed immediata lo scopo sociale della stessa, le finalità proprie del sodalizio e col conseguente discredito derivato alla sfera sociale che lei garantisce.
I componenti presenti che da sempre hanno osteggiato le politiche di CNA-Fita nonché le proposte di rilancio e cambiamento all’interno dei consorzi di servizio, hanno con voto palese dichiarato il loro dissenso all’articolo proposto, in tema di legalità e infiltrazioni mafiose nell'autotrasporto e nella logistica attraverso la costituzione di parte civile, bocciandolo. I territori in questione sono parte dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, della Toscana e  del Veneto. Su 60 componenti il Consiglio nazionale i presenti erano 38. A votare contro i 19 della storica opposizione. Durante la riunione del Consiglio gli stessi oppositori hanno diffidato la Presidente Franchini dal rivelare i loro nomi. Dichiara Cinzia Franchini: “Ieri si è consumata una delle più brutte pagine di questa storica associazione che evidentemente più di qualcuno non vuole sia rinnovata e rilanciata. Da un paio di anni ho apertamente denunciato gli attacchi striscianti che più volte ho ricevuto all’interno della mia stessa associazione anche con l’avvallo della Confederazione. - Prosegue la Franchini - A ferirmi oggi però non sono quei colpi bassi quanto invece l’ostinata e complice repellenza che alcuni apparati sclerotizzati nella CNA come nella FITA vivono rispetto al necessario rilancio dell’intera rappresentanza di impresa su temi come quelli della legalità e del contrasto al crimine organizzato. Un rilancio che non può più passare per mere dichiarazioni di principio ma sempre più da un recupero di credibilità nelle scelte come nei comportamenti. Chi ha voluto evidentemente screditare il percorso fin qui fatto dalla mia Presidenza, trasformando un voto per il rinnovo dello Statuto in un stroncatura pre-elettorale, si è accorto solo tardivamente di come, così facendo, si sia oscurato il risultato più importante sul tema della legalità (CNA-Fita è stata la prima e unica associazione dell’autotrasporto in Italia a costituirsi parte civile in processi di mafia, esemplare il caso di Aemilia sulle infiltrazione della ‘ndrangheta in particolare nelle province di Modena e Reggio Emilia). Conclude la presidente nazionale FITA - Non mi sono arresa difronte alle querele, archiviate, di storici dirigenti, che anche ieri erano presenti, non mi sono abbattuta quando difronte a simili condotte la mia Confederazione è rimasta inerme, e di certo prenderò in seria considerazione, come ho sempre fatto, quanto è accaduto ieri convinta però che sia giunto il momento di fare chiarezza affinché tutti in CNA-Fita possano avere una piena consapevolezza”. 
 
 
CNA-Fita Trasporto merci e persone

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